Gli amici di Nick Banana

Non si ricordano molti esempi di politici italiani protagonisti di storie a fumetti, forse anche perché i nostri personaggi disegnati più popolari si muovono su coordinate spazio-temporali diverse da quelle contemporanee del Bel Paese. Abbiamo una lunga tradizione di autori satirici, oggi per la verità proseguita anche da interpreti non proprio all’altezza, ma la vignetta isolata non costituisce una narrazione sequenziale, e quindi non ce ne occuperemo in questo nostro piccolo excursus.
Prima di passare in rassegna i protagonisti dell’attuale scena politica italiana, voglio però ricordare almeno due esempi del passato a cui sono particolarmente affezionato: il Pertini di Andrea Pazienza, protagonista di strampalate avventure partigiane in team-up con lo stesso Paz, e “Le avventure di Craxi e Martelli”, irriverente satira seriale del compianto Angese pubblicata negli anni ruggenti del Partito Socialista e della Milano da bere.

Credo che si possa affermare con serenità che nessuno dei politici in corsa per le imminenti elezioni abbia la statura di Pertini, e infatti nessun autore contemporaneo ambisce a vivere delle avventure insieme a loro. Anzi, è più probabile che gli autori preferiscano attaccarli frontalmente, com’è successo per esempio a Giorgia Meloni, ribattezzata la “ministronza” da Alessio Spataro e protagonista di ben tre libri ferocissimi pubblicati fra il 2009 e il 2012. Le disavventure atroci e grottesche immaginate per l’attuale leader della formazione neofascista Fratelli d’Italia attirarono l’attenzione dell’intero parlamento, e la Meloni riuscì a ottenere dimostrazioni di solidarietà anche da alcune esponenti del centro-sinistra. Quella volta nessuno era Charlie e i “distinguo” su cosa dovrebbe essere la satira si sprecarono, ma chi prese le difese dell’allora ministra fece una scelta perlomeno discutibile.

Lo stesso Spataro, insieme a Carlo Gubitosa, si è occupato nel 2014 del Movimento 5 Stelle con il volume “Heil Beppe!1!”, seguito l’anno dopo dal trio Zuliani/Monteleone/Di Nicuolo con l’albo di formato bonelliano “Nick Banana”, distribuito anche in edicola. Quest’ultimo fu un esperimento inedito e abbastanza coraggioso da parte della Star Comics, forse non del tutto riuscito e che purtroppo non ha generato altri tentativi simili.

Non ho notizie di pubblicazioni con Di Maio protagonista e neppure Salvini mi risulta essere mai stato preso in considerazione, anche se non possiamo fare a meno di citare Capitan Padania, un tristo albo dai toni razzisti e propagandistici (o forse no) di cui mi ero già occupato qui. Da notare che, qualche tempo dopo la sua prima apparizione, alcuni balloon di Capitan Padania furono modificati per inserire un giovanissimo Salvini tra i fan del supereroe leghista. Tristezza al quadrato.
L’attuale leader del PD, invece, è stato protagonista sia della biografia satirica “Bischerock ’n’ Roll”, firmata da Francesco Borgonovo e Walter Leoni, sia di “Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi” di Mario Natangelo, in cui la figura dell’ex premier incombe su una storia d’amore. Da ricordare anche due copertine disegnate da Makkox per Internazionale con Renzi nei panni di un novello Tintin.

Chiudiamo con Silvio Berlusconi, sicuramente il politico più presente anche nei fumetti, probabilmente a causa del suo lungo e paradossale curriculum e della sua statura di ridicola icona pop. Sapevate che uno dei locali di tendenza a Londra è il Bunga Bunga Covent Garden? Quelle notti sciagurate, ad ogni modo, sono state descritte anche nel graphic novel del 2014 “Ruby – Sesso e potere ad Arcore” del terzetto Barbacetto/D’Alessandro/Ferrara, che però non ebbe una grande accoglienza. Per l’autore di spaghetti-manga Matteo Principe, invece, Berlusconi era una figura da idolatrare, come dimostra l’imbarazzante albo pubblicato nel 2010 e uscito in coppia con un fumetto dedicato ad Anna Tatashima, cioè la Tatangelo in versione nipponica (!). Al di là delle Alpi, Berlusconi è apparso nel vero manga “The Legend of Koizumi” insieme agli altri leader del G8 e nell’anime “Genshiken Nidaime”, dove formava con Sarkozy una muscolosissima quanto improbabile coppia gay. Citiamo, infine, un suo cameo del bellissimo “Quai d’Orsay” dei francesi Christophe Blain e Abel Lanzac, l’unico fumetto che è riuscito a raccontare la politica in modo appassionante.

Mi sembra strano, a conclusione del giro, che non sia stato ancora proposto da nessuno un “supereroe dell’honestà”, ma magari mi è solo sfuggito. Nel caso, vi invito a segnalarmelo insieme ad altre eventuali integrazioni: avete tempo fino a che Mattarella non incaricherà il nuovo premier.

Alessio Bilotta