Conversazione sulla satira – parte 1

In seguito ad alcune polemiche su una vignetta considerata antisemita, il New York Times ha reso noto la settimana scorsa che non pubblicherà più vignette di satira politica nell’edizione internazionale. In quella locale, invece, le vignette erano già state eliminate da tempo.
La vignetta in questione, firmata dal disegnatore portoghese António Moreira Antunes, potete vederla qui sotto.

Riteniamo questa vicenda di grande interesse, anche perché il NY Times è considerato da sempre un quotidiano afferente all’area liberal. Si tratta, in effetti, di una questione che si inserisce in un contesto più ampio, toccando temi come la libertà di espressione e il ‘politicamente corretto’. Abbiamo quindi cercato di approfondire la notizia con il prezioso contributo di alcuni disegnatori satirici che abbiamo intervistato singolarmente. Pubblicheremo le loro interessanti considerazioni, arricchite da vignette a tema, da oggi e per altre 3 puntate nei prossimi giorni.

Cerchiamo intanto di inquadrare meglio la vicenda grazie all’aiuto di Marilena Nardi, insegnante all’Accademia dei Belle Arti di Venezia, illustratrice e umorista grafica che pubblica attualmente in Francia e che vanta numerose collaborazioni con quotidiani politici e riviste satiriche. Fra gli oltre 50 premi vinti da Marilena, segnaliamo il prestigioso Grand Prix 2018 del World Press Cartoon, conquistato con l’illustrazione sulla libertà di espressione che potete ammirare qui sotto.

“Ho seguito attentamente la vicenda legata alla vignetta di António, prima pubblicata e poi cancellata con tanto di scuse ai lettori perché giudicata antisemita (un doppio errore, a mio avviso). Pubblicata dal NYT senza che l’autore, fra l’altro, ne sapesse alcunché. Ma questo è ancora un altro capitolo della vicenda.
Penso che sia una pessima decisione. Il NYT è un giornale autorevole. Ha saputo essere molto critico verso Trump e ora capitola dopo le forti pressioni ricevute sia dall’alto (fra i primi ad attaccarlo in rete vi era stato il figlio del presidente statunitense e poi la lobby e la stampa israeliana), sia dal basso, con gli utenti che si sono scagliati contro il giornale e contro l’autore del disegno, accompagnando il tutto con insulti e minacce.

Ora, dopo un mese e mezzo da quell’episodio che sembrava, se non risolto, almeno concluso, è arrivata la decisione di licenziare due disegnatori storici della testata, Patrick Chappatte e Heng Kim Song, e chiudere la sezione dedicata alle vignette politiche o, come le chiamano altrove, gli ‘editorial cartoon’.
Lo trovo un pessimo segnale. Una pessima decisione, perché altre testate meno autorevoli e forti potrebbero seguirne l’esempio. Sappiamo che ci sono paesi in cui è impossibile o estremamente rischioso esprimere un’opinione. Che ci sono stati, democrazie illiberali, in cui per un disegno si finisce in galera, vedi il caso, solo per citare un esempio, di Musa Kart, imprigionato in Turchia. Ma che anche nei paesi oggettivamente più liberali si ceda a pressioni di questo tipo, è preoccupante.

Il disegno editoriale si avvale da sempre di strumenti come l’umorismo, la caricatura e la satira. È un tipo di disegno che rappresenta un genere preciso all’interno del giornalismo. Spesso enfatizza, esagera, ‘carica’ con gli strumenti grafici che gli appartengono, perché ha il compito di mettere a nudo, di svelare. Non può essere ‘politicamente corretto’. Umorismo e politicamente corretto sono due termini in antitesi. Se si è politicamente corretti, si è anche neutri, innocui, inutili o, peggio, allineati. In questo caso, non è più un disegno editoriale, ma una strizzatina d’occhio al potere e qualcosa di molto simile alla propaganda. E questo, a mio avviso, è il vero pericolo per la democrazia.

Il disegno editoriale rappresenta un’opinione, quella del disegnatore che in questo caso è un osservatore attento dei fatti e possiede la capacità di tradurli in immagine, mettendone in luce il guasto e rendendo un servizio autentico al lettore. Un disegno arriva al pubblico in forma immediata, potente, più veloce rispetto ad un testo scritto. Ma non sempre il lettore è capace (o ha l’onestà) di leggerlo correttamente. Il ruolo di un giornale è anche quello, di farsi garante. Di difendere le diverse voci e opinioni, di promuovere semmai un dibattito, non di eliminare quelle che potrebbero risultargli ‘scomode’.

Un giornale che obbedisce alle pressioni della politica e dei media e che si autocensura è un giornale che si fa piccolo, vigliacco e debole. Va contro il senso stesso del suo esistere.”

Abbiamo posto a Marilena e altri 4 autori italiani 3 semplici domande per cercare di capire qual è lo stato della satira oggi. Leggerete le loro risposte a partire da domani, oggi chiudiamo l’articolo presentando brevemente gli altri intervistati. Cliccando sui loro nomi si apriranno le loro pagine Facebook.

Gianni Allegra: vignettista, fumettista e pittore, ha attraversato la storia della satira italiana collaborando negli anni con numerose testate, fra cui Linus, Tango, Cuore, Repubblica e Sette. Il suo ultimo lavoro è la graphic novel La guerra di Minkiaman pubblicato da Tunuè.

Lido Contemori: fra i più noti e attivi vignettisti e illustratori italiani, ha pubblicato su vari quotidiani e riviste, compresi Linus, La Gazzetta dello Sport, Playboy, Repubblica e Il Male. È appena uscito per le Edizioni Il Pennino il suo libro Colpire in alto. Viaggio nel disegno satirico dal ’68 ad oggi.

Domenico Martino: uno degli autori satirici più prolifici dell’ultima generazione, pubblica su web e si autoproduce dal 2013, realizzando titoli come La Trilogia del Comunista e TRAMPLAND!. Il suo ultimo lavoro è il fumetto Matteo Salvini: Operazione Africa pubblicato con Gonzo Editore.

Luca ‘Pierz’ Piersantelli: fumettista attivo come autore umoristico-satirico, alterna pubblicazioni su web e in volume, fra cui ricordiamo La Bibbia 2, Science, bitch! e Antivaxers Stupidity War. Collabora con la pagina di debunking BUTAC e ha realizzato con noi il suo ultimo libro, Dio è il migliore amico dell’uomo.

 

Ringraziamo di cuore Marilena, Gianni, Lido, Domenico e Luca per la loro disponibilità e generosità e vi diamo appuntamento a domani.

La Redazione