Fumetti matti: The Upside-Downs

Tutto cominciò così
Nel 1904 i fumetti erano nati da poco e venivano pubblicati solo sui quotidiani, ma alcune superstar avevano già debuttato. Mi riferisco a Yellow Kid, The Katzenjammer Kids, Happy Hooligan e Buster Brown. Sempre nel 1904 esordì Dream of the Rarebit Fiend di Winsor McCay, preludio al celeberrimo Little Nemo in Slumberland dell’anno successivo. Il genere umoristico era in pratica l’unico esistente, ma il medium non era ancora codificato e gli autori godevano di grande libertà creativa.
Fra questi, merita una menzione speciale il misconosciuto Gustave Verbeek (1867-1937) con la sua strip The Upside-Downs of Little Lady Lovekins and Old Man Muffaroo, apparsa appunto nel 1904 sul The New York Herald. La particolarità di questo fumetto è costituita dal fatto che, dopo aver letto la striscia normalmente, bisogna capovolgerla per continuare la storia. Sei vignette che diventano una sequenza di dodici, grazie all’incredibile abilità dell’autore di disegnare composizioni ambivalenti dai due lati.
L’esempio a seguire dovrebbe chiarire meglio cosa sto cercando di descrivere.

Ora, capovolgiamo la striscia.


Questioni di prospettiva
Ovviamente Verbeek deve fare a meno dei balloon e utilizzare due didascalie per ciascuna vignetta, rendendo ancora più singolare la striscia. La genialità di questa formula grafica è evidente osservando i due protagonisti, un vecchio e una fanciulla che condividono lo stesso corpo. Forse è difficile immaginare due figure così distanti come aspetto, eppure funziona. Una gonna diventa un cappello gigante, i nastri si tramutano in pantaloni e i baffoni del vecchio sono anche i capelli fluenti di lei. Forse le invenzioni più strane di Verbeek sono quelle in cui sono gli oggetti e gli elementi paesaggistici a tramutare forma e senso, sempre e solo con una semplice rotazione di 180°.
Se le superbe illustrazioni McCay puntavano a rappresentare in modo preciso i sogni strampalati di Nemo a un ipotetico spettatore/lettore, i disegni di Verbeek operano a un livello più profondo e partecipativo. Sta a chi li osserva trovare alcune connessioni e completare i passaggi, condividendo con l’autore uno stato quasi allucinatorio di continua sospensione.

Il fumetto è stato pubblicato fino al 1905 ed è stato ristampato in diverse raccolte, purtroppo nessuna ancora tradotta in italiano.

Alessio Bilotta