Il Re è vivo

Ovvero: un paio di note a margine di BilBOlbul 2018, il festival bolognese sul fumetto conclusosi domenica scorsa.
Anche stavolta gli eventi sono stati numerosi e interessanti, e il festival sembra aver aggiustato un po’ il tiro rispetto alle edizioni precedenti. Accanto alle consuete proposte sofisticate e d’avanguardia, infatti, gli organizzatori hanno voluto dare grande risalto anche al fumetto più popolare.
Dopo Jacovitti nel 2017, quest’anno è stata la volta di Jack Kirby (1917-1994), “The King of comics”. Il co-creatore del Marvel Universe, e di gran parte dell’immaginario fantastico contemporaneo, è stato degnamente glorificato. Un’eccitante mostra espositiva (aperta fino a gennaio), un corposo catalogo e una preziosa conferenza con ospiti di grande prestigio.

Per me, che sono un fan di Kirby praticamente da sempre, è stata un’emozione molto speciale ripercorrerne la carriera attraverso le sue tavole originali. Mi hanno colpito, in particolare, le note che scriveva a matita sui bordi delle pagine. Sono la prova che ne rafforza il ruolo di autore completo e non solo di disegnatore. Ho anche avuto una fortuna davvero sfacciata, oppure era un segnale del destino. Era esposta, infatti, la tavola corrispondente alla copertina del primissimo giornalino con una storia di Kirby che avevo comprato da bambino. Ringrazio quindi gli organizzatori per l’eccellente lavoro e per tutte le belle sensazioni che mi hanno fatto rivivere: sono stato al cospetto di Arishem della Quarta Schiera e difficilmente lo potrò dimenticare.

Mi permetto solo di fare un appunto su come i vari eventi hanno celebrato il mito di Kirby. Se è stato sacrosanto sottolineare l’importanza storica dell’autore ed inevitabile giocare con le corde della nostalgia, si potevano trovare agganci anche con il presente. Ad esempio, ricordando il debito enorme dei “cinecomics” nei confronti delle invenzioni visive del Re, che continuano ancora oggi ad affascinare milioni di persone. Oppure andando a rintracciare il retaggio kirbyano nel corredo artistico di numerosi autori contemporanei.
Forse il festival potrebbe in futuro provare a confrontarsi con il presente anche per quanto riguarda le produzioni più popolari. Dopo tutto, sono quelli i fumetti che possono spezzarci il cuore.

Alessio