Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì

Non sono mai stato un fan di Celentano, tutt’altro. Dopo la sua metamorfosi in predicatore qualunquista e il suo appoggio al Movimento 5 Stelle è diventato anzi uno dei personaggi pubblici che più detesto. Prima per me era solo un vecchio cantante dell’epoca di mio padre, che aveva recitato in diversi film del tutto dimenticabili e in altri assurti inspiegabilmente a “cult”.

Stasera debutta su Canale 5 con la sua versione animata Adrian”, più giovane e migliorata. Non siamo ancora pronti per un eroe ottantenne, o forse Celentano si vede davvero così.
La produzione di questa serie di 9 episodi ha una storia molto lunga e travagliata, che potete leggere comodamente su Wikipedia. I nomi che ci hanno lavorato sono invece prestigiosi e altisonanti, perché oltre al soggettista Celentano abbiamo Vincenzo Cerami, Nicola Piovani e Milo Manara. L’artista veronese si è occupato del design dei personaggi, mentre non sono riuscito a capire chi ha coordinato le animazioni. Dai trailer non sembrano né particolarmente curate né troppo originali, quindi proprio per questo adatte al pubblico di Canale 5. Più curiosa la partecipazione del DJ Benny Benassi, che ricordo soprattutto per questo video, e degli allievi della Scuola Holden, che ormai ritroviamo un po’ dappertutto. Contribuiscono senz’altro ad abbassare l’età media, considerando che Celentano ha 81 anni, Piovani 73 e Manara 74. Cerami è invece scomparso nel 2013, all’età di 73 anni.

Anche la mia vicina di casa ha superato i 70, ed è l’unica persona fra quelle che conosco ad essere impaziente per la serie. Sembra infatti che siano le persone anziane quelle che maggiormente guardano i programmi della TV tradizionale, quindi è proprio a loro che Adrian” si rivolge. Non credo dovremo aspettarci nulla di particolarmente fuori target, quindi, con buona pace di appassionati, esperti e addetti ai lavori dei linguaggi visivi. In questi giorni il sarcasmo da parte loro si è sprecato e qualcuno ha anche stigmatizzato che lo sforzo produttivo per realizzare “l’attesissimo graphic novel animato” (sic) poteva essere destinato a opere più meritevoli. Capisco le rimostranze, soprattutto di quelli bravi che fanno fatica a trovare fondi, però non ci possiamo aspettare nessuna sperimentazione da Mediaset. Piersilvio non può rischiare e deve puntare sempre su un cavallo vincente per il suo pubblico agée.

Vedrò “Adrian” con curiosità e senza grandi aspettative, anche se potrebbe essere addirittura peggio di quello che temo e quindi accedere di diritto all’empireo del trash involontario. Speriamo!

Alessio Bilotta