Mi ricordo di… Mister Miracle

Un Re spodestato
Nel 1970 Jack “The King of Comics” Kirby se ne era andato via dalla Marvel sbattendo la porta. Le sue rivendicazioni contrattuali erano state rifiutate dalla nuova proprietà e il Re non veniva neppure riconosciuto come co-creatore della maggior parte dei personaggi. Non è mai stato chiarito del tutto il ruolo nella vicenda di Stan Lee, che probabilmente pensò soprattutto a difendere la sua posizione.
Kirby accettò quindi l’offerta del vecchio amico Carmine Infantino, nuovo direttore editoriale della DC, cioè la principale concorrente della Marvel. Non era un buon momento per cambiare editore, considerando che la DC non se la stava passando benissimo, ma non c’erano altre alternative.

Il Quarto Mondo
Dopo che ebbe realizzato alcuni numeri di una testata minore di Superman, a Kirby fu data carta bianca e il Re creò un intero nuovo pantheon di personaggi, il cosiddetto “Quarto Mondo”. Nessuno sa quali siano gli altri tre mondi, ma senz’altro questo universo rappresenta un’evoluzione di taglio fantascientifico del lavoro già realizzato su Thor. Alcuni concetti saranno poi aggiornati dallo stesso Kirby sulla serie The Eternals, creata nel 1976 dopo il suo ritorno alla Marvel.
La saga del Quarto Mondo era un grandioso affresco che si sviluppava su tre testate bimestrali, tutte scritte e disegnate dal Re. Oltre alla serie portante The New Gods c’erano The Forever People e, appunto, Mister Miracle. In Italia Mister Miracolo (sic) esordì sul quindicesimo e ultimo numero de “Il Super Eroe” dell’Editoriale Corno, nel 1979.

Il super artista della fuga
In copertina Mister Miracle è presentato come “il super artista della fuga”, poiché riesce a sfuggire da ogni trappola grazie a sofisticati congegni alieni. Sembra che il personaggio sia stato ispirato a Kirby da Jim Steranko, suo illustre collega nonché escapista in gioventù.
L’uomo che indossa il vivace costume da supereroe è Scott Free, originario del lontano mondo di New Genesis e protagonista sfortunato di una transazione politica interplanetaria. Per garantire infatti la pace con Darkseid, tiranno del pianeta oscuro di Apokolips, l’Altopadre Izaya di New Genesis accettò uno scambio di eredi. Fu così che Scott di New Genesis venne allevato dal malvagio Darkseid, mentre Orion di Apokolips dal giusto Altopadre. Se questa trama vi sembra vagamente familiare continuate a leggere e scoprirete perché.

Scott e Jack
Inutile dire che Apokolips era un vero inferno dantesco e che il povero Scott fu allevato in un orfanotrofio da incubo, governato dalla crudele Nonnina Cara (Granny Goodness). Altrettanto inutile, forse, ricordare che il nostro eroe si ritrovò a capo di una rivolta e riuscì a fuggire sulla Terra. Scott fu poi raggiunto sul nostro pianeta dalla fiera e potente Big Barda, sua futura moglie.
Secondo Mark Evanier, uno dei biografi di Kirby, Barda era modellata fisicamente sull’attrice e cantante Lainie Kazan ma aveva il carattere forte di Roz, la moglie di Jack. Nel #6 apparve invece per la prima volta Funky Flashman, un impresario senza troppi scrupoli che non è altro che una grottesca versione di Stan Lee.
A posteriori, non sembra così sbagliato rileggere la storia di Scott Free come una metafora della condizione di Kirby in quegli anni. Sbattuto fuori di casa e solo contro un mondo ostile, sostenuto unicamente dalla sua compagna e dalle sue idee immaginifiche. Solo e libero, o così sperava.

Il profeta del fantastico
La saga del Quarto Mondo fu un insuccesso commerciale, complice anche l’incauto aumento dei prezzi di copertina deciso dalla DC. The New Gods e The Forever People furono interrotte nel 1972 con il #11 e solo la testata di Mister Miracle sopravvisse fino al 1974, chiudendo comunque con il #18. Nel 1975, alla scadenza del contratto, Kirby tornò alla Marvel. Purtroppo neppure Kamandi e The Demon, oggi considerati dei classici, avevano venduto bene. Si sarebbe dovuto aspettare il 1983 per leggere la conclusione della saga nell’albo speciale The Hunger Dogs, una pubblicazione de luxe in formato gigante identificata all’epoca come “graphic novel”.
Oggi la saga del Quarto Mondo ha un posto d’onore fra i capolavori dei comics, ma forse nel 1971 era un’idea troppo ambiziosa e troppo moderna, che avrebbe avuto bisogno di una supervisione migliore.
Molte delle invenzioni di Kirby sopravvivono ancora e, anzi, hanno costituito materiale prezioso anche per tanti sceneggiatori di Hollywood. Basti pensare all’Equazione dell’Anti-Vita, ai boomdotti e alla Scatola Madre. Concetti visionari che oggi sembrano delle profezie.
Forse anche George Lucas è stato un lettore della saga, perché le analogie fra Orion/Darkseid e Luke Skywalker/Darth Vader sono abbastanza evidenti, mentre la Fonte (“the Source”) precede la Forza (“the Force”) di qualche anno.

L’eredità di Mister Miracle
I personaggi sono sopravvissuti al loro autore, come accade sempre quando sono di proprietà dell’editore. Ci sono state quindi molte altre versioni di Mister Miracle e soci, di cui ne ricordiamo due particolarmente significative.
La prima la dobbiamo a Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire all’interno della serie Justice League, pubblicata a partire dal 1987. Si tratta di una versione quasi umoristica del celebre super-gruppo, un’interpretazione originale e divertente che è entrata di diritto nella storia del fumetto americano.
La seconda versione che segnaliamo è invece molto più cupa e recentissima, essendo stata pubblicata fra il 2017 e il 2019. Si tratta del ciclo scritto da Tom King e disegnato da Mitch Gerards, che ha fatto incetta di Eisner Awards lo scorso anno.
Si ha la netta impressione che il retaggio di Kirby durerà ancora molto, molto a lungo. Confidiamo che il suo fondamentale contributo sia riportato sempre in modo chiaro ed evidente.

Alessio Bilotta